Pavarotti Restaurant & Museum, Milano (Italia)

 

 

Milano, Italia

2014

commerciale

disegno di interni e illuminazione


 

L’idea di celebrare Luciano Pavarotti e promuovere la cucina regionale italiana dalla sua terra (Modena, in Emilia), nasce dall’imprenditore Alessandro Rosso e da Nicoletta Mantovani (ultima moglie del Maestro), in occasione di Expo Milano 2015. Una porzione del piano sottotetto della Galleria Vittorio Emanuele II fu scelto come il luogo ideale, per la sua posizione centrale e la vicinanza al Teatro alla Scala, dove Pavarotti ha dato luogo ad alcune delle sue più grandi performance.

La suggestiva vista sulle volte in ferro e vetro della Galleria, e l'approccio interdisciplinare adottato nel concept (un mix ben equilibrato tra funzioni commerciali e arte), danno al ristorante un'atmosfera speciale. L’interior design e il progetto di illuminazione si combinano con la grafica, le illustrazioni realizzate in sito, e le altre opere d'arte, creando un percorso espositivo permanente nei quasi 500 metri quadrati del ristorante. I 160 coperti distribuiti nelle stanze a tema, l'accogliente lounge bar, il Modena Store, una sala per la musica lirica dal vivo, e due dehors privati, trasformano il luogo in una sorta di museo vivente, mostrando non solo la straordinaria carriera di Big Luciano, ma anche la intimità del suo carattere e dei suoi ricordi più cari, recuperati direttamente dalla casa di Modena.

Il progetto illuminotecnico è stato sviluppato in collaborazione con l'ufficio di progettazione di Artemide. La conservazione delle travi in egno secondarie del soffitto è stata l'occasione per montare un sistema di spot led dimmerabili su guide in alluminio, per illuminare la grafica e le opere artistiche distribuite lungo i muri maestri. Altri diffusori pendenti in vetro di forma sferica sono stati selezionati per la loro somiglianza con le lampade del Teatro alla Scala.

I lavori di restauro, sotto la supervisione della Soprintendenza ai Beni Architettonici, hanno aperto la visuale dall'interno verso le volte della Galleria, recuperando le originali strutture in ferro francesi del piano sottotetto, e portando alla luce le capriate originali in legno del tetto, per restituire al luogo il sapore della storia.

(photo Umberto Armiraglio, Fernando Arias, Matteo Maule)