Pavarotti Museum & Restaurant
Milano
Febbraio 2015 - maggio 2015

481 mq
commerciale
Interior and lighting design

L'idea di dedicare un ristorante al Maestro Luciano Pavarotti, e di promuovere la cultura italiana nonché la cucina regionale emiliana e modenese, viene da Alessandro Rosso e Nicoletta Mantovani in occasione di Expo Milano 2015. A tal scopo sono stati scelti dei locali disponibili all'ultimo piano della Galleria Vittorio Emanuele II, al livello di imposta delle maestose volte in ferro e vetro, e vicino al Teatro alla Scala, dove Luciano Pavarotti ha dato vita ad alcune delle sue migliori rappresentazioni. L'unicità del luogo e l'approccio interdisciplinare del progetto danno al locale un'atmosfera particolare. Nei quasi 500 metri quadrati del ristorante, il progetto di interni e illuminotecnico si combinano con la grafica, le installazioni, le illustrazioni in stile street art e altre opere d'arte, come in una mostra permanente. Le sale a tema per 160 coperti, il lounge bar, il negozio di Modena, uno spazio per l'ascolto della lirica dal vivo, e due dehors privati, diventano una sorta di museo vivente, che mostra non solo la straordinaria carriera di Big Luciano ma anche l'intimità del personaggio e i ricordi più preziosi provenienti dalla sua casa di Modena.
L'accesso ai locali avviene attraverso due ascensori esterni in vetro, e un tunnel che sfocia in un passaggio scoperto attrezzato con una parete verde. Durante i lavori di restauro, la demolizione della parete perimetrale lungo un lato di tale passaggio, costruita in seguito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, ha permesso di portare alla luce alcune architetture in ferro originali della Galleria, di provenienza francese. Si è inoltre deciso, sempre sotto la supervisione della Soprintendenza ai Beni Architettonici, di rimuovere l'assito del sottotetto, diffusamente ammalorato, portando alla vista le travi e le capriate lignee del tetto. La conservazione dell'orditura secondaria è stata l'occasione per l'installazione di un sistema di proiettori LED montati su rotaie in alluminio, per illuminare la grafica e le opere d'arte distribuite sulle murature di mattoni. Le lampade a sospensione con diffusori sferici in vetro sabbiato sono state scelte per la loro somiglianza con le lampade del Teatro alla Scala.

(Foto Fernando Arias)

L'idea di dedicare un ristorante al Maestro Luciano Pavarotti, e di promuovere la cultura italiana nonché la cucina regionale emiliana e modenese, viene da Alessandro Rosso e Nicoletta Mantovani in occasione di Expo Milano 2015. A tal scopo sono stati scelti dei locali disponibili all'ultimo piano della Galleria Vittorio Emanuele II, al livello di imposta delle maestose volte in ferro e vetro, e vicino al Teatro alla Scala, dove Luciano Pavarotti ha dato vita ad alcune delle sue migliori rappresentazioni. L'unicità del luogo e l'approccio interdisciplinare del progetto danno al locale un'atmosfera particolare. Nei quasi 500 metri quadrati del ristorante, il progetto di interni e illuminotecnico si combinano con la grafica, le installazioni, le illustrazioni in stile street art e altre opere d'arte, come in una mostra permanente. Le sale a tema per 160 coperti, il lounge bar, il negozio di Modena, uno spazio per l'ascolto della lirica dal vivo, e due dehors privati, diventano una sorta di museo vivente, che mostra non solo la straordinaria carriera di Big Luciano ma anche l'intimità del personaggio e i ricordi più preziosi provenienti dalla sua casa di Modena.
L'accesso ai locali avviene attraverso due ascensori esterni in vetro, e un tunnel che sfocia in un passaggio scoperto attrezzato con una parete verde. Durante i lavori di restauro, la demolizione della parete perimetrale lungo un lato di tale passaggio, costruita in seguito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, ha permesso di portare alla luce alcune architetture in ferro originali della Galleria, di provenienza francese. Si è inoltre deciso, sempre sotto la supervisione della Soprintendenza ai Beni Architettonici, di rimuovere l'assito del sottotetto, diffusamente ammalorato, portando alla vista le travi e le capriate lignee del tetto. La conservazione dell'orditura secondaria è stata l'occasione per l'installazione di un sistema di proiettori LED montati su rotaie in alluminio, per illuminare la grafica e le opere d'arte distribuite sulle murature di mattoni. Le lampade a sospensione con diffusori sferici in vetro sabbiato sono state scelte per la loro somiglianza con le lampade del Teatro alla Scala.

(Foto Fernando Arias)